Prestazioni di lavoro occasionale: arriva il libretto famiglia

Dal 10 luglio 2017 è possibile richiedere il libretto famiglia, un nuovo sistema avviato dal governo per favorire i pagamenti relativi alle prestazioni di lavoro occasionale. Un metodo che mira ad avere una maggiore tracciabilità del lavoro e che contrasta i pagamenti a nero o non giustamente adeguati alla legge.

E’ possibile richiedere il libretto famiglia tramite il portale INPS effettuando l’accesso con PIN, CNS o SPID.

Fino ad oggi si era soliti usufruire dei cosiddetti “voucher” o “buoni lavoro” ma è emerso che nel 2016 è stato fatto un vero e proprio abuso di questi ticket.

A tal proposito, i sindacati hanno portato avanti una lunga battaglia fino a richiedere un referendum per l’abrogazione dei voucher.

Il governo quindi, ha introdotto delle misure regolamentari, che prevedono appunto l’utilizzo del libretto famiglia per i privati.

In cosa consiste il libretto famiglia:

Si tratta di un libretto nominativo prefinanziato che può essere utilizzato dai privati per pagare prestazioni di lavoro sporadico o saltuario come previste dalla legge ed è riservato a determinate categorie di lavoratori.

Ogni libretto ha un valore di 10 euro, ed è possibile remunerare un’attività lavorativa di durata non superiore ad un’ora.

La legge, ha fissato dei termini precisi:

  • Il lavoratore, non può percepire compensi di importo complessivo superiore a 5.000 euro;
  • Il datore di lavoro non può erogare compensi superiori all’importo complessivo di 5.000 euro;
  • Il lavoratore non può percepire dallo stesso datore di lavoro importi complessivi superiori a 2.500 euro.

Nel caso in cui, la soglia economica dei 2.500 euro venisse superata, o nel caso in cui la durata della prestazione oltrepassasse la soglia di 280 ore annue, il rapporto di lavoro si trasformerebbe in un rapporto a tempo pieno ed indeterminato.

 

Inoltre, se il datore richiede particolari categorie di lavoratori, come di seguito elencate, ha la possibilità di erogare compensi di importo complessivo non superiore a 6.667 euro. Per il singolo lavoratore però non cambia nulla, i limiti sono sempre quelli previsti dalla legge di riferimento:

  • Titolari di pensione di vecchiaia o invalidità;
  • Disoccupati;
  • Giovani con meno di 25 anni di età, iscritti regolarmente al ciclo di studi;
  • Percettori di prestazioni integrative del salario o REI.
Come funziona il libretto famiglia:

Per poter utilizzare il libretto famiglia, sia il prestatore che il datore di lavoro dovranno utilizzare la piattaforma informatica INPS ed eventualmente potranno richiedere assistenza a patronati o agenzie di servizi.

Il datore potrà acquistare il libretto famiglia attraverso il portale INPS o in un ufficio postale.

Quando la prestazione lavorativa sarà conclusa, entro il giorno 3 del mese successivo dallo svolgimento del lavoro, il datore dovrà comunicare i dati relativi alla prestazione.

La mancata comunicazione farà scattare una sanzione che va dai 500 ai 2.500 euro.

L’INPS, entro 15 giorni del mese successivo, provvederà al pagamento del compenso al lavoratore.

Condividi:
Armando Chiacchio

Armando Chiacchio

Professionista di pratiche amministrative e Procuratore telematico da oltre 20 anni.